Il modello 231 salva l’azienda
20 Marzo 2010In questo articolo si prende spunto da due eventi comparsi di recente sulle maggiori testate giornalistiche Italiane che riguardano la Responsabilità Penale degli Enti (D.lgs 231/01).
Il primo articolo riguarda la sentenza del Giudice per le Indagini Preliminari di Milano del 17 novembre 2009, che ha scagionato una Società per Azioni, per aver adottato dei protocolli adeguati all’attività di impresa, finalizzati alla prevenzione del reato di aggiotaggio informativo. L’altra notizia di cronaca, invece, riguarda l’ipotesi di commissariamento di due importanti società di telefonia per una maxitruffa da 2 miliardi di Euro, come Fastweb e Telecom Sparkle.
La decisione del Gip di Milano è molto importante nell’interpretazione della giurisprudenza 231, in quanto per la prima volta nella storia, un Giudice manda assolta una Società per Azioni per avere adottato un Modello Organizzativo adeguato a quanto previsto dalla legge 231. Per la prima volta è stato dato valore esimente al Modello Organizzativo adottato da un’impresa. L’aggiotaggio è disciplinato dall’art. 2637 del nostro Codice Civile: sanziona la condotta di chi diffonde notizie e idonee a provocare una sensibile alterazione del valore delle azioni nel mercato. La normativa 231 prevede per gli Enti o Società che commettono tale reato sanzioni sia pecuniarie che interdittive.
Da quando la normativa 231 è entrata in vigore solo poche aziende si sono dotate di un valido Modello Organizzativo. Nei primi anni di applicazione della legge 231, le aziende che hanno adottato un modello, lo hanno fatto seguendo in genere le linee guida di associazioni di categoria come ad esempio Confindustria. Un’altra parte consistente delle aziende che hanno adottato un Modello 231, sono state quelle a cui la Magistratura ha contestato un reato presupposto e si sono trovate, pertanto, nella necessità di implementare un sistema di controllo, al fine di limitare le conseguenze sanzionatorie previste. La sentenza Milanese del 17 novembre 2009, segna un importante passaggio: le aziende iniziano ad implementare dei Modelli Organizzativi efficaci e che funzionano. A quasi 10 anni dall’entrata in vigore della norma sulla responsabilità amministrativo-penale degli Enti, le aziende cominciano ad avere un atteggiamento propositivo verso l’implementazione dei Modelli: si costruiscono dei sistemi di gestione che si calano nella realtà aziendale e che vanno realmente a svolgere un analisi preventiva dei reati presupposto. Nella specifica sentenza, il Giudice ha ritenuto che i controlli interni adottati dall’azienda imputata risultavano efficaci, in quanto coinvolgevano più soggetti nella decisione di divulgazione delle comunicazioni di “price sensitive”. Quindi nonostante il reato fosse stato commesso dall’Amministratore delegato della società, il Giudice ha voluto verificare specificamente quali erano i meccanismi con cui si formavano le decisioni internamente all’azienda. Tale verifica ha portato alla statuizione di un fraudolento raggiro delle procedure attivate. Uno sviluppo di interpretazione giurisprudenziale auspicabile, per dare un senso alla normativa sulla Responsabilità penale degli Enti e ai Modelli organizzativi dalla stessa introdotti. Le aziende devono poter avere la certezza giuridica che l’implementazione di un adeguato ed efficace Modello può “salvarle” dalle pesanti sanzioni previste dalla legge 231.
L’altro aspetto che la cronaca di questi ultimi giorni ha portato alla ribalta è l’ipotesi di commissariamento a carico di due grandi imprese del mercato della telefonia: Fastweb e Telecom Sparkle.
Il commissariamento è previsto dalla legge 231 quando ci sono tutti i presupposti per l’applicazione di una sanzione interdittiva che interrompa l’attività dell’ente. Il Giudice in luogo dell’applicazione della sanzione, dispone la prosecuzione dell’attività dell’ente da parte di un commissario, per un periodo pari alla durata della pena interdittiva. Il commissariamento viene applicato quando ricorre una delle seguenti condizioni:
L’ente svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità la cui interruzione può provocare un grave pregiudizio alla collettività.
Oppure l’interruzione dell’attività dell’ente può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui è situato, rilevanti ripercussioni sull’occupazione.
Le aziende coinvolte nelle indagini della Procura di Roma hanno tutte le caratteristiche per essere soggette al commissariamento in quanto da considerarsi colossi economici del mercato della telefonia. L’accusa è di associazione a delinquere transnazionale pluriaggravata.
Sono complessivamente 12 gli esponenti di Fastweb e Telecom Sparkle ad essere indagati.
Oltre ai 12 indagati tra i soggetti che risponderanno delle pesanti accuse ci saranno anche le due Società/Enti in virtù delle responsabilità attribuite in materia 231. Un eventuale commissariamento avrebbe un effetto devastante sulla quotazione dei titoli di borsa, per tale motivo, si stanno valutando anche altre opzioni di risoluzione della vicenda. Il Giudice nel determinare l’eventuale commissariamento, avrebbe il compito di indicare, oltre ai poteri e ai compiti del commissario, anche gli strumenti per valutare l’efficace attuazione del Modello Organizzativo per prevenire soprattutto i reati della specie verificatasi.
Pertanto implementare un Modello Organizzativo che funzioni, prima della commissione di eventi delittuosi, conviene ai fini di una difesa processuale per provare l’estraneità ai fatti delle Società coinvolte.
Anche se entrambe le società coinvolte in merito ai fatti accaduti si sono già dichiarate parti lese della vicenda, e quindi estranee ai fatti illeciti commessi dagli esponenti dirigenziali, la loro limpidezza in relazione ai reati compiuti dovrà essere dimostrata attraverso la prova che avevano attuato tutti i dovuti controlli aziendali capaci di prevenire i reati di truffa avvenuti.
Senza un modello organizzativo adeguato le imprese e gli enti sono soggetti ad una responsabilità oggettiva che può essere solamente vinta con un modello organizzativo adeguato.


